VLADIK: ALZATI E CAMMINA! Basta la solidarietà… (PROGETTO “VLADIK: UNO E TUTTI” – seconda fase)

Vladik, 3 anni, vive nelle zone dell’Ucraina maggiormente contaminate di Chernobyl e si porta dietro una triste conseguenza: un blastoma a livello della colonna lombare. Vladik non cammina ed è incontinente. A novembre 2017 è’ stato dato vita ad progetto per finanziare l’operazione di asportazione del tumore (progetto:”Vladik: uno e tutti)

Il risultato è stato raggiunto a fine gennaio 2018 quando il tumore è stato asportato completamente. Dopo l’intervento Vladik ha cominciato ad avere sensibilità alle gambe fino a percepire il dolore – prima assente – durante le manovre di mobilizzazione.

Il 20/02/18 è arrivato l’esito dell’esame istologico. Diagnosi: neuroganglioblastomaun tumore intermedio fra benigno e maligno e che, quindi, va trattato prima che evolva in malignità.

Il primo marzo 2018, Anna, la mamma di Vladik ha ricevuto l’iter terapeutico con i relativi costi:

– 4 cicli di chemioterapia con ospedalizzazione e follow up di 28 giorni: 9.950 $

– diagnostica pre-intervento (Risonanza magnetica del cranio e dell’addome, test alla MetaloBenzilGuanidina, PET/CT, esami ecografici, biopsia midollare): 11.300 $ con due giorni di ospedalizzazione

– trapianto di midollo osseo: 50 giorni di ospedalizzazione + 30 giorrni di follow up ambulatoriale. 45.000 $

Un calvario di 110 giorni con un costo totale di 66.250 $, equivalenti a 53.500 €: si tratta del percorso più lungo, più duro, impegnativo e costoso che Vladik deve affrontare.

Bisogna a tutti i costi procedere con le cure!

Una sfida ardua che bisogna sapere affrontare.

Aiutare Vladik non vale solo per lui, ma è segnale di speranza per le regioni contaminate in cui Vladik vive, perché anche in questa seconda fase di raccolta Vladik continua ad essere “uno e tutti“.

Basta poco se saremo in tanti ad aiutarlo: ognuno di noi ha la possibilità concreta, con il  proprio contributo, di tendere idealmente la propria mano verso quella di Vladik per non farlo più strisciare, per permettergli di alzarsi e andare incontro al  futuro con le proprie gambe.

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